LUCA MOSCARIELLO
A riveder le stelle!
A cura di Martina Corbetta

Banca Sistema_Largo Augusto, 1A/Via Verziere, 13. Milano
Date: 24 settembre 2020/31 gennaio 2021
Inaugurazione: giovedì 24 settembre 2020, h:18.00

A RIVEDER LE STELLE
Martina Corbetta

Il nucleo di lavori presentato per la mostra personale di Luca Moscariello A riveder le stelle! abbraccia un arco siderale di considerazioni e indagini incessanti sulla riformulazione continua delle potenzialità della pittura, focalizzate sul voler meravigliare l’osservatore, disattendendo di volta in volta, ciò che si è visto in precedenza.

Non esiste un momento storico più appropriato nel quale presentare queste opere, un periodo che, analogamente, ci coglie di sorpresa in maniera repentina lasciandoci un messaggio essenziale: nulla potrebbe essere ritrovato dove lo si è lasciato. Così la pittura, intervallando esiti figurativi, fino a essere spogliata di segni per trasformarsi in pura suggestione, sottolinea la natura mutevole delle cose. La mostra si muove svelando una visione poliedrica e la ricerca irrequieta dall’artista.

Si potrebbe cominciare a parlare del gruppo di lavori figurativi partendo da Mirabilia, un erbario dalle virtù propiziatorie, che cattura l’occhio e lo trascina in un dedalo di colori e sbalordimento. Tutti i lavori di matrice figurativa sono scenari che trascendono cronache e umori del quotidiano per svelarsi e schiudere nuovi mondi. A questi si alternano altri lavori, nei quali la componente narrativa lascia spazio al magnetismo del colore. In lavori come L’architettura del cielo, le Cattedrali, o Variazioni, la tavolozza si dichiara protagonista, diventa il mezzo ed il fine, privato di una forma diviene potenza. Superfici che alludono a un affaccio su un’ipotetica apertura/finestra, non più su un erbario, ma in uno spazio indefinito. È la voglia di far perdere le tracce, di ridefinire il viaggio, di alimentare la scoperta, come in un magnifico smarrimento.

Per questa occasione di mostra, nella prestigiosa sede di Palazzo Largo Augusto a Milano, vengono presentati per la prima volta i lavori intitolati Il narratore di silenzi, un’accezione poetica che riafferma come un racconto possa alimentarsi di emozioni non dette. Questi lavori inediti, realizzati in lamina ferro e feltro, portano la ricerca ad un livello ulteriore, nel quale l’inganno pittorico si fonde alla suggestione di un dialogo inaspettato tra materiali inattesi.

All’opposto, opera essenziale della mostra è A riveder le stelle, capolavoro – poetico e pittorico al tempo stesso – dove le parole e le pennellate si incontrano in un’opera che arriva dall’anima e che raggiunge l’anima e che Moscariello commenta così:

“Raramente mi servo di citazioni per un titolo, tuttavia con quest’eccezione sentivo di voler condividere un pensiero in forma di augurio. Così, come Dante e Virgilio, anche noi oggi siamo chiamati ad attraversare un inferno comune, uno scenario che ha la forma dell’incertezza.

Il titolo racchiude e compendia memorie storiche. La speranza, che sarà certezza, di uscire da questo periodo per ritrovare il quotidiano, i progetti, i sogni, magari rivisti con un nuovo spirito. Allo stesso tempo il titolo è anche il compendio delle mai scontate considerazioni sul portato culturale e umanistico dell’Italia che in ogni “medioevo” ha sempre trovato un “rinascimento” cui rinascere e da divulgare. Questo paese ha sempre prodotto eccellenze irraggiungibili che hanno segnato le rotte, come fari nella notte, come stelle da seguire e rivedere.

A riveder le stelle è certamente uno dei lavori più complessi che abbia mai realizzato. Segna un punto importante nella mia produzione, è un lavoro che si inserisce nel mio repertorio portando un respiro imprevisto e nuove incursioni nell’apparato esecutivo. Discostandomi da una verosimiglianza naturalistica già cercata in precedenza, ho voluto virare la gamma cromatica del fondale su tonalità acide, quasi suggerite da una natura mutevole, plausibile ma inattesa come quella che stiamo osservando in questa fase. Si pone davanti a questo scenario un proscenio complesso e sfaccettato permeato da svariati pattern che meravigliano gli occhi e la percezione.

Un’impalcatura costruita per irretire e ammaliare la vista. È un meltingpot immaginifico di elementi dalla forma familiare ma irreale che si affaccia su una natura altrettanto seducente e sconosciuta.”

Luca Moscariello, un pittore contemporaneo di altri tempi.

This post is also available in: Inglese