LAURINA PAPERINA
America
A cura di Martina Corbetta

Aqua_1530 Collins Avenue, Miami. Florida
Date: 6 dicembre, 2017/10 dicembre, 2017
Inaugurazione: mercoledì, 6 dicembre, 2017 h.15.00

Laurina Paperina_The big earthquake, 2017. Tecnica mista su tela. 200×300 cm

The big earthquake possiamo dire essere la tela di Laurina Paperina più completa mai realizzata fino ad oggi. L’opera misura dimensioni titaniche, 200x300cm per la precisione, e conta esattamente 144 personaggi. Il lavoro di grande formato, di importante attualità e decisamente impattante per il suo essere così popolato dall’importante numero di figure, risulta unico nel suo genere e profondamente attrattivo.  La gamma vastissima di personaggi anima il famoso paesaggio californiano di Hollywood e della Silicon Valley, interpretato dall’artista in chiave rovinosa e in forte declino dovuto ad un devastante terremoto che squarcia la scena e la struttura compositiva del dipinto in due parti asimmetriche.

Nella zona sinistra del dipinto, sullo sfondo, si profila la collina di Los Angeles con la monumentale insegna Hollywood, priva di una L. La lettera mancante la impugna con la mano sinistra la statua del Cristo Redentore di Rio contestualizzato geograficamente nell’atmosfera americana grazie alla collana rap style, con simbolo del dollaro, che indossa. La O è attraversata dalla strana e gigantesca creatura sotterranea, simile ad un enorme verme, del film Tremors. Subito sopra la solenne scritta si scopre un personaggio completamente nuovo, frutto dell’immaginazione dell’artista: il piccione killer. Questo nuovo protagonista horror by Laurina Paperina si nutre di corpi umani giacenti sulla collina hollywoodiana. 

Scendendo per il versante sinistro della collina si giunge alla Silicon Valley, ricca area industriale degli Usa, specializzata nella progettazione e produzione di tecnologia.  Tra le aziende aventi sede nella Valley la Paperina raffigura gli edifici di Google e Facebook che sembrano sgretolarsi e dai quali si scorgono persone suicide che si buttano dai piani alti, metafora che rappresenta il sopravvento del mondo tecnologico che domina la società e vince l’umanità.

L’inconfondibile Golden Gate Bridge, spezzato in due, induce l’osservatore a saltare pericolosamente dalla metà sinistra a quella destra della tela, dove su di un’altra collina svetta degradante il 20 Century Fox in fiamme e invaso dai tipici vermoni by Laurina Paperina. Tra il red bridge in frantumi e il decadente logo dello studio cinematografico hollywoodiano si inserisce Ronald Mc Donald, altro simbolo fondamentale della cultura statunitense, crocifisso.

Connessi alla presenza del 20 Century Fox, sono numerosissimi i riferimenti cinematografici che compiano su entrambe le metà del dipinto: E.T. sospeso nel cielo tocca con il dito il logo cinematografico, subito sotto, in ombra, il logo del film Jurassic Park dal quale l’artista trae anche l’entrata di Jurassic Park (più in basso), nella parte in alto della spaccatura del terreno il fantasma dei Ghostbusters il film, con espressione spaventata, sempre nella crepa causata dal terremoto, (ispirato alla faglia di Sant’Andrea). Più in basso, il riferimento alla General Lee, l’auto più famosa nel cinema, a destra di quest’ultima un omaggio al film Men in black con la rappresentazione dei protagonisti agenti governativi e i nemici alieni, in centro a sinistra, affianco alla citazione artistica A bigger splash, opera di David Hockney (pittore, disegnatore, incisore, fotografo e scenografo britannico), appaiono Vincent e Jules e Mr Wolf del fil Pulp Fiction. Nella piscina di Hockney è inscenato il film Jaws con lo squalo mangiatore di uomini e affianco gli alieni del film Cocoon, ai bordi di essa Pamela Anderson dal telefilm Baywatch accorre al salvataggio e sul trampolino siede il ragazzo che indossa una maschera di Halloween (ghostface) nel film horror Scream. Sull’estremità sinistra si trova il personaggio alieno del film Alien, sopra il quale l’artista allude allo scenario del film horror Pet Sematary. Un’altro accenno cinematografico riguarda il protagonista di Terminator che emerge in miniatura nella nicchia creata dal braccio di Elmo (Sesame Street). Dal cielo scaturisce la pioggia di rane dal film Magnolia e nuotano gli squali del film Sharknado come fossero in un fondale marino.

In The big earthquake, più che in ogni altra tela, si manifestano svariate citazioni legate al mondo artistico. Facilmente individuabile l’opera di Banksy Love is a Riot Flower Thrower che lancia un uccellino azzurro del videogame Angry Birds, in primo piano, sulla soglia della spaccatura un dettaglio del dipinto Triumph of Death di Peter Bruegel.  Ai piedi della Silicon Valley spunta lo Smiley di Ron English, artista statunitense che gioca con i simboli della cultura consumistica. A sinistra dello Smiley, Maurizio Cattelan diviene parte della sua opera La nona ora, sostituendo Papa Giovanni Paolo II , viene colpito da un meteorite. Alla stessa altezza, a destra, la Paperina rappresenta in modo ironico Balloon Dog di Jeff Koons, ritratto in un gesto intimo. Scendendo verso il basso si incontra l’edificio, quasi ridotto a macerie, del MOCA The Museum of Contemporary Art di Los Angeles. Proseguendo sulla sinistra si individua l’opera Andy Mouse di Keith Haring.  In posizione opposta, in alto a destra, dal cancello di entrata di Jurassic Park spunta la faccia floreale dell’artista Takashi Murakami travestito da suo personaggio, procedendo verso il fondo si incrociano pezzi della scultura by KAWS Passing Through fino a giungere in primo piano, al grande coniglio rosa un po’ maniaco, da un lato ispirato al Tenerone (Drive In) e dall’altro all’opera degli artisti Gelitin Rabbit.

Persiste la distintiva presenza di soggetti dei cartoon come Elmo di Sesame Street di dimensioni maggiori rispetto agli altri personaggi, Jerry di Tom&Jerry, Ia testa di Itchy (Itchy&Scratchy), spiccano i robot Goldrake e Afrodite (Mazinga Z), si riconosce Peter Griffin, sulla collina del 20 Century Fox che stringe tra i denti Barney dei Flintstones, spunta dal terreno Robin Hood (cartoon del 1973) e in basso a sinistra i Minions , giacciono morti lungo la route 66 i Teletubbies. In alto si succedono Mr Burns dei Simpson e in posa Skeletor (Master of Universe). Nella zona centrale della tela emerge Woody Woodpecker, personaggio dell’omonimo cartone che con le braccia aperte sembra presentare al pubblico l’intera tela. Diversi e ricorrenti sono i riferimenti ai fumetti e ai videogiochi: personaggi del videogame come Super Mario e Spiderman, Captain America, Wolverine (X-Men) dei fumetti.

Concludendo, imprescindibile è l’autoritratto dell’artista che siede sul precipizio della profonda crepa creata dal sisma, raffigurandosi nelle consueti vesti suicida.

Laurina Paperina_Boom valley, 2017
Tecnica mista su tela, 150×150 cm

La tela dal titolo Boom Valley, di dimensioni 150x150cm, facente parte della serie “America” è stata realizzata da Laurina Paperina con la medesima tecnica mista s tela ed il titolo rivelatore dell’opera esplicita la tematica di morte e distruzione che pervade la scena, in netto contrasto con il cromatismo vivace ed esplosivo che caratterizza la stessa. Nel desolato paesaggio della Boom Valley campeggiano numerosissimi personaggi, di diverse dimensioni, la maggior parte dei quali rappresentati privi di vita.

In fondo a destra si profila la roccia più alta della valle, sulla quale si riconosce il consueto autoritratto suicida dell’artista che in questo caso si decapita, rappresentandosi nel macabro atto di staccarsi la testa, quest’ultima raffigurata come un pallone gonfio d’acqua. Il linguaggio grafico e figurato, tipico del modus operandi dell’artista, unito alla brillantezza dei colori modera i toni drammatici legati al tema della morte, quasi/come schernita dall’artista. Infatti con estrema leggerezza, semplicità e distintivo tono sarcastico la Paperina rappresenta diversi episodi lugubri.

Nella zona centrale dello sfondo, di fianco all’autoritratto dell’artista, Super Mario, sfigurato dalle punture di uno sciame d’api che lo insegue, regge con una mano la testa sanguinante di Uan, personaggio anni 80’ di Bim Bum Bam, più a sinistra un pezzo di corpo di Beep Beep di Road Runner viene sparato nel cielo con Rocket, un missile tratto dal medesimo cartoon che contemporaneamente rappresenta una citazione dell’imminente guerra tra Corea e Usa.

Sull’estremo sinistro la Paperina ritrae l’artista Martin Creed che finisce per essere ucciso dalla sua stessa opera, il cactus, soggetto ricorrente nel suo lavoro.  In primo piano, sul lato opposto, due pezzi del corpo (a metà ) di Pink Panther poggiano su chiazze di sangue rossissimo, intervallate da un teschio con le corna. Sullo stesso livello/piano colpisce la grossa testa di Cookie Monster dei Muppets rappresentato con gli occhi fuori dalla orbite e i vermoni by Laurina Paperina che gli fuoriescono dalla bocca semi aperta.

In basso a sinistra pezzi di Beep Beep esploso in un bagno di sangue e  Lumpy del cartone Happy Tree Friends con le gambe amputate.  In primissimo piano, dall’apice di una montagna di spaghetti western, emerge minaccioso Clint Eastwood, Joe sigaro e pistola nel film Per un pugno di soldi. Per la serie la rivincita degli eterni secondi, l’artista rende giustizia a personaggi come Robin, rappresentato da cannibale che mangia Batman oppure Wile E. Coyote che finalmente riesce a catturare e mangiare Beep Beep ridotto in succulento cosciotto.  A richiamare lo stile western di Joe sigaro e pistola, la Paperina omaggia un altro film dello stesso genere, Rio Bravo, inserendo più in centro a destra l’attore John Wayne in sella al suo pony. Nel desertico paesaggio della Boom Valley, scarna di vegetazione,  crescono solo piante grasse come cactus di diverse dimensioni, disposti in modo capillare su tutta la superficie della tela.  Con portamento cespuglioso affiora tra questi l’agave, pianta strutturalmente simile alla famiglia delle piante grasse e significativa nella vita dell’artista.

Frequenti personaggi di quest’opera sono i teschi, le ossa e gli scheletri, ad esempio quello di Snoopy sdraiato sul tetto della sua casetta rossa, quello di Hello Kitty e il teschio di Luigi del videogame Super Mario. Invece spuntano come talpe dal terreno arido della Boom Valley personaggi come Ralph dei Simpson (al centro), il boccalone, specie di pesce dalla bocca molto grande che ingoia una piccola bomba, a sinistra il moro Butt-head e il biondo Beavis, protagonisti del cartone animato degli anni ’90 Beavis & Butt- head e più piccoli i Mushrooms del video game di Super Mario, Bender di Futurama, Slowpoke Rodriguez personaggio di Speedy Gonzales, Foghorn Leghorn dei Looney Tunes, testa di Cu-culo personaggio by Laurina Paperina e l’ananas come omaggio all’artista Albert Pinya.

Un ulteriore riferimento artistico e presagio di morte è rappresentato dallo scheletro di Gino de Dominicis, artista che ha esposto uno scheletro gigante, di 24 metri al Forte Belvedere di Firenze. Infine come simbologia del tema principale della tela, la morte, la Paperina introduce il coccodrillo: secondo la credenza di numerosi paesi asiatici, l’ animale è collegato al regno dei morti poiché svolge il ruolo di psicopompo, ha cioè la funzione di guida delle anime dei defunti.

End of the show è il titolo dell’opera realizzata con tecnica mista su tela di dimensioni 125x145cm da Laurina Paperina, ultima opera della serie “America”. Al centro della tela si impone prorompente Big Bird, personaggio del programma televisivo Sesame street e rappresentazione simbolica dell’artista. La Paperina si ritrae metaforicamente morente, con il corpo invaso da innumerevoli personaggi che emergono spontaneamente da tagli che le incidono il corpo.

Dal foro principale fuoriescono le rosee budella by Laurina Paperina, snaturate e rese ironicamente nel tipico stile cartoon dell’artista. Procedendo per proporzioni gerarchiche, alle spalle di Big Bird, si staglia sullo sfondo l’edificio della Casa Bianca circondato da personaggi emblematici per la nazione degli Stati Uniti d’America: Donald Trump che scruta dalla prima finestra sulla sinistra, sul tetto una coniglietta di PlayBoy e l’aquila, animale dello stemma nazionale degli Usa, più in basso Abramo Lincoln 16° presidente degli stati uniti d’America minacciato dal Tacchino, piatto padrone del Thanksgiving Day.

In alto a destra, per equilibrio compositivo, l’artista dipinge i tre Ufo presenti nell’opera di Bansky Ufo Invasion che attaccano Duckland, luogo di origine dell’artista. Un raggio di luce alieno colpisce Animool dei Muppets che perde un occhio.  L’occhio è protagonista della pittura della Paperina, ricorrente nelle sue opere e qui rappresentato come una sorta di meteorite infuocato, Falling eyes (in alto a sinistra) o semplicemente come Eyes (in basso a destra).

Frutto dell’immaginazione dell’artista sono anche i vermoni alienoidi che cadono dall’ufo di dimensioni maggiori e gli alieni simili a dei ragni di colore verde. Nella tela convivono quindi personaggi by Laurina Paperina e icone dei cartoni animati, in questo lavoro sono particolarmente numerosi i protagonisti dei Muppets e Sesame Street: al centro Cookie Monster (Muppets), Fozzie (Muppets),Elmo (Sesame Street),Oscar the Grounch (Sesame Street), più a destra Miss Piggy sanguinante (Muppets) e Gonzo (Muppets) e a sinistra Camila (Muppets) , Kermit (Muppets), Beaker (Muppets), Telly Monster (Sesame Street), Bert decapitato ( Sesame Street), la piccola Baby Natasha che gattona (Sesame Street) e infine in basso Baby Bear (Sesame Street) , Grover che scappa spaventato ( Sesame Street) e Rosita sdraiata a testa in giù ( Sesame Street).

Laurina Paperina_The end of show, 2017
Tecnica mista su tela, 150×150 cm

This post is also available in: Inglese