ELISA BERTAGLIA & BEATRICE SPADEA
Curses, Spells and other Magics

19 aprile 2024/7 luglio 2024
Inaugurazione: venerdì 19 aprile 2024 @6.30PM

Curses, Spells and other Magics è la doppia mostra personale di Elisa Bertaglia e Beatrice Spadea a cura di Martina Corbetta. Una mostra che pone in dialogo due artiste spontaneamente affini nell’espressione e nella ricerca, lealmente distanti nelle loro personalità.

Bertaglia, nasce a Rovigo nel 1983 e si laurea all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ora improntata a New York si presenta in questo progetto con il frutto di un background in cui fin dai primi anni di sperimentazione conferma l’interesse, quasi ossessivo, per i diversi media che la conduce di anno in anno a mostrarsi con qualcosa di inatteso, seppur sempre riconoscibile. Grafite e olio, carta o tela, grandi formati, piccoli formati, nuovi materiali come la ceramica e il cemento, dall’alluminio all’oro, Bertaglia conserva le sue linee, sfondando oggi nuove dimensioni. L’oro rosa è certamente la scelta più eclatante. Spadea, nasce a Monza nel 1995 e si laurea all’Accademia di Belle Arti di Brera, in mostra si presenta con tutto l’entusiasmo di un’artista che desidera confermare i propri caratteri distintivi esprimendosi attraverso le sue costanti stilistiche in evidente fase di potenziamento, con attenzione particolare verso l’utilizzo di nuovi materiali. Parallelamente a BertagliaSpadea dimostra vivace interesse per la grafite e l’olio, declinati ora con la tecnica batik che la vede impegnata negli ultimi mesi per la realizzazione di pezzi di importanti dimensioni.

Elisa Bertaglia
Part. The Spell, 2024
Olio e grafite su carta. 38,3×28,5 cm

Il nuovo ciclo di opere presentato da Elisa Bertaglia riflette una naturale evoluzione della sua pratica artistica e stilistica. Quest’ultima ricerca comincia avvicinandosi per curiosità e fascinazione agli elementi naturali delle opere di origine nepalese e indiana conservate al Rubin Museum di New York, ora posti in battuta con il suo approccio artistico gestuale, istintivo e astratto di sempre. Bertaglia  avvia una nuova produzione suggerita da dipinti a inchiostro su tessuto di origine buddista appena incontrati, consapevole però di non ricalcarne lo spirito religioso, anzi di porlo in conversazione con la sua precedente produzione contaminata da altri pensieri e argomenti inserendo così al loro interno un nuovo seme. I concetti di onirico e simbolico, da sempre presenti nella poetica e nella realizzazione di Bertaglia, ora sono distanti e indipendenti dai riferimenti precedenti. Se elementi formali come ad esempio l’intreccio di piante di invenzione, rese a pennello o a grafite con segno quasi miniaturizzato e in dialogo con alcuni dipinti della serie A Dance, qui assumono una nuova valenza concettuale. Centrale per il suo percorso di ricerca è stata la mostra visitata al MET Africa & Byzantium. Qui Bertaglia ha avuto modo di osservare alcune preziose carte rappresentanti incantesimi e rituali contro malefici e fatture. Se nelle sue opere precedenti l’onirico assumeva un valore quasi fiabesco, qui e ora l’elemento fiaba viene sostituito dall’elemento del magico. “Il rituale ritorna, la soglia è presente, ma il tutto è potentemente calato in una realtà tanto lucida quanto distorta. La visione del sogno ad occhi aperti, dell’incoscienza, è stata accantonata per disvelare una consapevolezza della realtà sulla quale l’artista indaga, produce incantesimi, strega materiali e inventa mondi per poterla in qualche modo ammaestrare”.

Beatrice Spadea
Part. Notturno, 2024
Batik su seta. 166×100 cm

Beatrice Spadea in Curses, Spells and other Magics si approccia a tematiche nuove, ereditiere della precedente ricerca artistica vicina al sogno e alle visioni oniriche spesso armonizzate dal paesaggio naturale. Ora, queste proiezioni parlano di notturni e di mondi fantastici, dove nel mistero serale, tra luci che si dissolvono e ombre che si delineano, nasce un universo di infinite possibilità. È proprio laddove la visione è limitata, che l’immaginazione prende forma. La notte, con il suo velo di mistero, plasma la realtà conosciuta ora come un paesaggio di percezioni spirituali che incontrano mondi fantastici. La notte è il portone che apre all’immaginario, ma anche al ricordo e all’oblio. È il nutrimento dei miti, delle leggende e delle creature chimeriche che popolano l’oscurità. È proprio la notte il punto di partenza che ha alimentato nell’artista il desiderio di esplorare mondi mai visti prima, popolati da piante esotiche e creature misteriose, dove di giorno questi esseri rimangono nascosti alla luce e di notte rivelano la loro presenza. Metafora della trasformazione. Spadea si ispira agli erbari e ai bestiari medievali, in cui il mondo conosciuto veniva ordinato e classificato, dando vita a creature fantastiche ispirate alla natura di pura invenzione. L’opera Medioevo Fantastico di Jurgis Baltrusaitis ha stimolato l’immaginazione di Spadea, facendola immergere nel mondo mitologico medievale dove le teste che emergevano dai rami intrecciati creavano un’aura mistica, un mondo tra stregoneria e magia, esoterismo e fantascienza. Reverie della Foresta, serie di opere realizzate a grafite su carta giapponese stratificata rappresentati rami, è il punto di collegamento tra la ricerca precedente e lo studio attuale. Ora non è più il ramo la presenza più evidente dell’opera, ma lo sfondo, il notturno, dove il colore piatto e disorientante rimanda a una prospettiva senza fine. Da qui, una flora misteriosa, erbari medievali e creature fantastiche esplorano lo spazio e popolano così i lavori di Spadea.

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