Gerold Miller_SET 601, 2021. Acciaio inossidabile laccato.120x96x6 cm

Gerold Miller_Altshausen (Germany) 1961.

Dal 1984 al 1989 ha studiato scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Stoccarda Jürgen Brodwolf. Dal 1989 al 1992 ha ricevuto una borsa di studio dalla regione del Baden-Württemberg. Nel 1991 ha vissuto tra Chicago e New York City. Nel 1994 ha ricevuto una borsa di studio Cité Internationale des Arts, Parigi. Nel 1998 trascorre un periodo nella residenza del Miedzynarodwe Sztuki a Poznań (Polonia). Nel 1999 è stato artista in residenza ad Artspace Sydney. Nel 2001 ha ricevuto il Premio Cultura Internazionale Lago di Costanza. Vive e lavora a Berlino.
Sin dagli esordi, nel 1991, il suo lavoro è stato di creare oggetti-cornici. In altre parole, Miller ha trasformato con successo qualcosa che nell’arte contemporanea è divenuto obsoleto e irrilevante – la cornice – nel soggetto principale della sua arte. Il suo metodo è concettuale, analitico, razionale. Esso richiede partecipazione cognitiva da parte dello spettatore e per questa ragione deve essere valutato secondo questa premessa.

Le sue prime opere sono costruzioni aperte in metallo, estremamente simili a delle cornici, con sezioni sporgenti, che danno loro un senso di incompiuto. Riducendo sempre più le sue strutture, arriva a prediligere il colore, rispetto alla forma.

Le sue installazioni – dette Anlagen – sono costruite in alluminio e lacca o smalto industriale. Non definiscono un’immagine, ma piuttosto un confine, tra scultura e pittura, tra spazio interno ed esterno. Tutte le opere di Gerold Miller implicano al tempo stesso disegno, pittura, scultura e architettura, si configurano come oggetto, stabiliscono uno spazio attivo, si profilano attraverso un concetto minimalista. L´artista ha a che fare con problematiche figurative in un terreno al limite tra scultura, superfici murali e pittura: il muro entra a pieno titolo tra gli elementi basilari dell’opera. Le opere simulano uno sfondamento nella tridimensione dello spazio reale mediante una pittura ancorata nella bidimensionalitá. Il gioco di Gerold Miller con le possibilità di combinazioni dei colori e la riduzione formale genera superfici connotate da una forte presenza.

Collaborazioni:

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