WILL CRUICKSHANK
Inside Outside
A cura di Gianluca Ranzi & Martina Corbetta

Inaugurazione: giovedì 17 marzo h.17

n occasione della sua prima mostra personale italiana Will Cruickshank presenta una selezione di opere realizzate tra il 2019 e il 2022. L’artista inglese, nato a Londra nel 1974, lavora con un’attitudine multidisciplinare che include scultura, tessitura, film, fotografia e stampa. L’ampio orizzonte dei suoi riferimenti, che spazia dalla pittura minimalista e analitica degli anni Settanta fino alla produzione seriale dell’era della tecnica inaugurata proprio in Inghilterra con la Rivoluzione Industriale tra Settecento e Ottocento, gli ha permesso di mettere a punto un metodo personale usato per la realizzazione di opere tridimensionali, ambientate sia a parete sia nello spazio, che attraverso l’uso del filato disegnano trame geometriche astratte che oscillano tra l’emozione del colore e il rigore della forma. Sentimento e lucidità si alternano in installazioni che citano le conformazioni speculari delle macchie di Rorschach, oppure aspirano a un ideale di trasparente purezza geometrica che ricorda l’essenzialità luminosa delle Compenetrazioni Iridescenti di Giacomo Balla e delle tessiture di luce di Lygia Pape della fine degli anni Settanta.

L’ambiguo titolo della mostra Inside Outside allude a un processo ricorrente nel processo di creazione di Will Cruickshank, in cui gli oggetti vengono aperti, tagliati o erosi, per rivelare un interno o una superficie precedentemente nascosta. Le opere in mostra nascono da macchinari sperimentali per la filatura messi a punto dall’artista stesso, che sceglie di conseguenza materiali (filati, legno, gesso e pigmenti) e metodi di produzione (tessitura, colorazione, scultura). Nel suo lavoro l’aspetto sperimentale e macchinistico unisce l’improvvisazione al progetto, in un unico processo in cui la creatività è impiegata per mettere a punto tanto gli strumenti quanto gli oggetti che da essi originano. Questo aspetto è presente nella forma stessa dell’opera che associa il pattern del disegno a una struttura in legno su cui esso viene teso e tessuto. L’opera si mostra così nel suo stato finale pur mantenendo il ricordo della processualità operativa che l’ha realizzata. Riutilizzando spesso attrezzature come betoniere, biciclette o ruote da vasaio, Will Cruickshank ha infatti ideato e messo a punto telai complessi quanto sperimentali, torni improvvisati, ingegnose macchine da stampa e inedite tecniche di intaglio ad acqua per costruire un dialogo, a tratti anche ironico, tra le potenzialità della tecnica e lo stato fluido del colore e della materia.

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