GIORGIO MORANDI, ALAIN URRUTIA
Painting is a mental thing

Inaugurazione: mercoledì 23 febbraio 2022 h.11

Un dialogo ideale tra l’opera di Giorgio Morandi e quella di Alain Urrutia trova assonanze e frizioni tra uno dei grandi maestri del Novecento e un giovane pittore. Le loro ricerche visive, seppur così diverse, mirano a trasfigurare le immagini e gli oggetti, intrecciando emozione e metodo, materia e leggerezza, realtà e immaginazione, perché, come commentò una volta Morandi, “non c’è niente di più surreale della realtà”.

Giorgio Morandi (Bologna, 1890-1964) instaura un interrogatorio senza tempo con i soggetti della natura morta che rappresenta nelle sue opere: bottiglie, orci, brocche e lattine. Indaga la realtà fisica degli oggetti comuni in un modo che si apre al regno metafisico delle presenze sfuggenti e degli enigmi contemplativi. Le sue opere trattano di visioni sospese che se da un lato suggeriscono frammenti minimi di realtà, dall’altro diventano un vaso per la stessa immaginazione dello spettatore, consentendo, anche attraverso la ripetizione, una concentrazione che è insieme ostinata e rivelatrice.

Con un’intenzione simile, Alain Urrutia (Bilbao, 1981) inserisce ogni dipinto in una grande mappa mentale in continua crescita. Inseguendo nuove idee e territori, si avvicina e si allontana da ciò che cerca incessantemente: ciò che resta sotto l’immobilità delle immagini. Emozioni improvvise, azioni riflesse, luoghi comuni ed elementi primari, tutto crea intimità e disorientamento nel suo lavoro. Ciò che emerge da questo confronto e dialogo immaginario è l’atteggiamento verso un’idea concettuale di pittura. È una sorta di pittura mentale rarefatta che trascende occasione e iconografia, abitata da uno spirito di osservazione e sperimentazione, aperta al mondo e alla vita.

Per Giorgio Morandi e Alain Urrutia, le immagini dipinte partecipano con tutto il loro sistema di connessioni spazio-temporali alla creazione di un ordine superiore, che rivendica autonomia e autosufficienza, anche se fortemente materico e non esclusivamente mistico.

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