ALBERT PINYA
The time is now!
A cura di Martina Corbetta

Date: 29 maggio 2021/30 settembre 2021
Inaugurazione: sabato 29 maggio 2021 h.10.30

The time is now! è il titolo della mostra personale di Albert Pinya allestita presso gli spazi di Martina Corbetta. Una mostra dal carattere unico, in cui l’artista maiorchino – già conosciuto sul territorio nazionale – si presenta per l’occasione in chiave davvero completa con: carte, pitture e inedite ceramiche.

Dopo la mostra Wormhole – in collaborazione con Laurina Paperina, a cura di Rossella Farinotti – l’artista ritrova nel suo tratto quel segno distintivo che lo ha reso distinguibile negli anni: la traccia nera, semplice, ma dinamica, le scene immaginarie ricche di figure e il colore vivace.

Nella produzione di The time is now! incontriamo per prime le carte di medio formato 50×35 cm – realizzate durante il primo lock down – che si mostrano con un fondo a campitura piatta sopra cui il gesto istintivo disegna sagome riconoscibili come Mafalda, qualche protagonista di South Park, Snoopy, Doraemon. Personaggi ispirati ai cartoons, ai film, alle serie tv dei sui tempi e/o a fonti derivate dai suoi viaggi.  E mentre riconosciamo qualche eroe qua e là, leggiamo scritte come “For the love of God”, “Kill the Master”, “Ciao bella”, “Don’t worry”, frasi insite e quasi primitive.

Troviamo poi le tele, che si distinguono a loro volta in tre serie. La prima – che include opere di medio formato: Bacteria Set, Veni Vidi, Vinci e Party Time!!! – ha una connotazione positiva e propositiva in relazione al periodo che stiamo vivendo. La seconda, invece, – costituita da tre grandi opere di 170×170 cm, che comprende: Social distancing, New Normal Lifestyle, Facemask Experien – descrive con poche parole e ripetuti segni questo ultimo anno e mezzo. Albert Pinya, attraverso il suo gesto sintetizza, e analizza al tempo stesso, la situazione pandemica più recente. I colori pop, allegri e sfrontati ingannano e celano un significato più pesante e soffocante. La terza, cui appartengono Free facemask e Perhaps – due piccole tele di 30x30cm – fa riflettere sul futuro, su un forse, che racchiude incertezze e speranza. La pittura assume così una funzione e un ruolo di cronista sociale e Albert Pinya, come nel Romanticismo Gericault o Delacroix, è oggi è un perfetto corrispondente dei giorni nostri.

Infine, come introdotto nel preambolo, a invadere lo spazio non sono le opere pittoriche, bensì il prezioso nucleo di ceramiche realizzate con Joan Pere Català-Roig, ceramista di Portol, un piccolo villaggio dell’entroterra Maiorchino. Qui, racchiusi in una stanza, due anni di ricerca e di lavoro. Joan Pere Català-Roig e Albert Pinya insieme – per la prima volta – per una collaborazione esempio di nobiltà. Lo studio dei materiali, la sperimentazione delle forma e l’attesa del risultato a conferma di come la consuetudine e il futuro possano essere così tanto vicini. I segni grafici di Albert Pinya – occhi e bocche, Ufo, Joker, e altri profili – si posano sulla ceramica a dimostrazione di come la tradizione e la cultura pop confluiscono armoniosamente. Il metodo di produzione e la filosofia si focalizzano sul modello Artigas e Mirò in cui il lavoro di squadra e le decisioni congiunte sono l’anima del modus operandi. Non c’è una personalità imposta sull’altra. Ancestrale e tellurico si fondono.

The time is now! 

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