THOMAS BERRA, MARCO PALEARI, ARONNE PLEUTERI, RICCARDO SALA, VALENTINO VAGO
Cosa fare in Brianza: 5 itinerari mai visti
Martina Corbetta_Via Milano, 98. Giussano (MB)
15.11.2024 – 24.01.2025
Cosa fare in Brianza: 5 itinerari mai visti è una mostra collettiva che riunisce Thomas Berra, Marco Paleari, Aronne Pleuteri, Riccardo Sala e Valentino Vago. Il progetto nasce da un’idea di Martina Corbetta e Giacomo Morelli, curatrice e artista originari della Brianza, con l’intento di riconoscere e rivalutare il territorio attraverso il percorso di cinque pittori che gravitano, o hanno gravitato, attorno a questo luogo. La Brianza è qui intesa come terra d’origine, fulcro e circondario emotivo, ma anche come luogo di migrazione e spostamento. A nord di Milano e a sud del Lago di Como, è un territorio caratterizzato da una forte identità demografica, economica, sociale e culturale, dove montagne, pianura e laghi compongono un paesaggio riconoscibile e ricco di suggestioni. La pittura ha da sempre raccontato questo territorio. Da Giovanni Segantini, che sul lago di Pusiano incontra la luce e si avvicina alla pittura divisionista realizzando Ave Maria a Trasbordo, a Ennio Morlotti, profondamente legato al paesaggio brianzolo e alle sue origini, la Brianza si manifesta come luogo privilegiato di incontro tra uomo, natura e pittura.
Da Morlotti a Valentino Vago, e da Vago alle generazioni più giovani, la mostra costruisce un ideale passaggio di testimone. Nato a Barlassina nel 1931, Vago è stato uno degli interpreti più originali della sua generazione. Per decenni ha cercato di superare il mondo visibile per arrivare all’invisibile e alla luce pura, attraversando diverse fasi cromatiche, dai toni scuri dei primi anni Duemila fino alle atmosfere sempre più chiare e rarefatte. La sua ricerca costituisce una traccia importante per gli artisti che seguono. Thomas Berra parte dal mondo vegetale e onirico, costruendo erbari immaginari popolati soprattutto dalle cosiddette “erbe vagabonde”: piante senza un luogo di appartenenza che si fanno strada negli spazi urbani. Per l’artista diventano metafora di resistenza, resilienza e inclusione. Il rapporto tra soggetto e ambiente è al centro della sua ricerca, così come la pittura intesa come atto politico e rivoluzionario. Marco Paleari, formatosi tra il Liceo Artistico Pio XI di Desio e l’Accademia di Brera, costruisce scene senza tempo attraverso immagini tratte dalla storia dell’arte e dalla memoria personale. Le figure appaiono come attori su un palcoscenico, corpi artificiali e in movimento che sembrano confrontarsi con lo sguardo dell’osservatore. Nelle opere più recenti emerge un immaginario di guerra grottesca e tragicomica, una messinscena in cui i personaggi sembrano costantemente consapevoli di essere osservati. Aronne Pleuteri sviluppa una ricerca multidisciplinare che attraversa pittura, performance, video e sound art, utilizzando il movimento come strumento per rifiutare un linguaggio espressivo rigido. Attraverso l’immaginario dei cartoons, dei fumetti e della cultura internet, affronta con ironia temi come la morte, la malattia, la violenza e il dolore. Dopo il trasferimento a Milano, il paesaggio perduto della Brianza lascia spazio a scenari urbani e a un grigio che, nelle sue tele, si trasforma paradossalmente in esplosioni di luce. Riccardo Sala, in arte Rikyboy, sviluppa una poetica legata alla memoria e alla nostalgia dell’infanzia. Il suo immaginario alterna realtà circensi e paesaggi rurali: nel primo caso il segno è grafico, colorato e legato alla comunicazione dei manifesti; nel secondo diventa gestuale, frammentato e frenetico. Rikyboy si definisce un “voyeur della Brianza”, capace di osservare il territorio da una distanza intima e rispettosa. Nel 2024 nasce inoltre Circo Rurale, progetto itinerante dedicato alla riscoperta delle cascine e delle corti lombarde, dove la decadenza del paesaggio agricolo diventa occasione di meraviglia.
Cosa fare in Brianza: 5 itinerari mai visti gioca con la logica delle ricerche online: come ai tempi di Google, la domanda colloca il visitatore in un territorio apparentemente definito, mentre la risposta apre infinite possibilità di spostamento. I cinque artisti, pur caratterizzati da identità profondamente diverse, condividono un luogo d’origine che diventa il filo conduttore della mostra. Ne emerge una visione della pittura ancora legata a una dimensione romantica e tradizionale, ma attraversata da linguaggi contemporanei e sperimentali. La mostra invita così a osservare senza pregiudizi il rapporto tra artista e territorio, valorizzandolo come spazio di confronto, appartenenza e crescita. Un nuovo capitolo, dunque, della bella pittura in Brianza.
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